Lecce, 19 maggio 2022 – L’assemblea generale della Fiom Cgil Lecce, eletta durante il IX congresso provinciale, ha confermato Ciro Di Gioia alla carica di segretario generale. L’elezione è avvenuta alla presenza del segretario confederale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara, e del segretario generale della Fiom Puglia, Giuseppe Romano.

Di Gioia, foggiano classe ’73, viene dal mondo della produzione. Ha cominciato giovanissimo a lavorare nella Cnh di Foggia. Nel 2009 è stato eletto Rsu di stabilimento. Un anno dopo è entrato nella segreteria della Fiom di Foggia, di cui è diventato segretario generale nel 2013. È stato anche segretario generale della Fiom della Bat e nei giorni scorsi è stato eletto segretario generale della Fiom Brindisi. Ricopre la carica a Lecce dallo scorso marzo, quando è subentrato a Mariano Carboni.

Nella sua approfondita e lucida relazione congressuale, il sindacalista ha tratteggiato il momento geopolitico con tutte le conseguenze sul piano economico di pandemia, guerra e Legge di Bilancio. In particolare, dopo aver ribadito la posizione pacifista del sindacato, ha spiegato i termini della “gigantesca speculazione” all’interno della quale vivono i cittadini europei, soprattutto in riferimento alla crisi energetica, specie se il costo delle materie prime è stabilito ad Amsterdam in un mercato solo virtuale che “utilizza la guerra in Ucraina come pretesto per mascherare losche manovre finanziarie su scala mondiale, inserite in un sistema neoliberista che ha totalmente privatizzato il gas, affidandolo alla finanza”. Di Gioia ha anche invitato i delegati al congresso a guardare dietro ai freddi numeri che parlano di record storico del tasso di occupazione in Italia: “Il tasso è al 60,5% e i contratti a tempo indeterminato sono addirittura sfondano il muro dei 15 milioni. Eppure servirebbe vedere come e per quante ore di lavora nel nostro Paese, visto che la stragrande maggioranza di quei contratti è part-time. Oppure guardare al livello salariale, che è inferiore del 30% a quello della Germania”.

Quanto all’andamento del settore metalmeccanico, secondo Di Gioia non è in crisi ma naviga in acque agitate, per l’incremento dei costi delle materie prime e dei prodotti energetici. Un comparto che in provincia di Lecce occupa circa il 20% della forza lavoro locale con la presenza di aziende importanti (Rossi, Nardò Technical Center, Cnh, Sirti per citarne alcune). Toccate anche le principali vertenze: Alcar (“Servono urgenti soluzioni per i lavoratori non assunti, per i quali la cassa integrazione scadrà tra 10 giorni. La ristrutturazione aziendale di Aim non si faccia sulla pelle ei lavoratori”), Sirti (“Bisogna capire bene come operano le 50 aziende della galassia dei subappalti”), Supermonte (“Attendiamo di conoscere la procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa che si conclude a gennaio 2023”). Di Gioia ha ribadito lo spirito della Fiom: “Rimarrà se stessa in mezzo alle tempeste. Staremo sempre dalla parte di lavoratrici e lavoratori, perché siamo un sindacato generale, un soggetto politico che partendo dalla rappresentanza del mondo del lavoro punta a modificare il modello di società nel segno della solidarietà e dell’uguaglianza. Diversamente non sarebbe stato possibile rimanere sempre il sindacato più antico e rappresentativo”.