Giornata Mondiale della Sicurezza sul Lavoro, un impegno che non si ferma mai

Lecce, 28 aprile 2026 – Oggi celebriamo la Giornata Internazionale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro, un appuntamento globale nato per promuovere la prevenzione delle morti bianche, degli infortuni e delle malattie professionali. L’obiettivo è sensibilizzare governi e aziende sulla necessità di ambienti di lavoro sicuri. L’importanza di questa giornata va oltre la semplice commemorazione: è un monito etico e sociale. In un mondo del lavoro in evoluzione, con sfide come automazione, telelavoro e cambiamenti climatici, essa ricorda che la sicurezza non è un costo, ma un investimento nella dignità umana. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro stima circa 3 milioni di morti legate al lavoro ogni anno, oltre 395 milioni di infortuni e 160 milioni di nuovi casi di malattie professionali. Al cospetto di tali tragedie, anche i costi economici sono enormi, pari a miliardi di euro e a una quota significativa del PIL globale. Superare l’idea che la prevenzione sia un onere significa generare valore, migliorare la produttività e ridurre perdite umane ed economiche. Per questo, è essenziale sostenere campagne di formazione e informazione su salute e sicurezza sul lavoro. Parlarne spinge ad attuare politiche preventive, per una cultura della responsabilità condivisa dal principio ispiratore ineludibile: il lavoro deve generare vita, non strapparla.

In Italia, nonostante una normativa avanzata – dal D.Lgs. 81/2008 al Testo Unico sulla salute e sicurezza – la situazione resta grave. Nel 2025 si sono registrate 1.093 morti sul lavoro (tra incidenti in occasione di lavoro e in itinere), circa 3 al giorno, con oltre 590 mila infortuni e un aumento dell’11,3% delle denunce di malattie professionali, superando le 98.000 segnalazioni. In Puglia, 71 vittime (inclusi gli incidenti in itinere): la regione si è confermata “zona rossa” per incidenti sul lavoro, con un’incidenza di mortalità elevata.

La provincia di Lecce ha contato 9 morti bianche, in calo rispetto all’anno precedente, ma con un aumento di infortuni e malattie professionali, soprattutto in agricoltura (47%) e edilizia (25%). Un dramma che colpisce giovani e immigrati, spesso in contesti precari. La riduzione delle morti bianche è un segnale positivo, frutto anche del lavoro del Tavolo Istituzionale in Prefettura: riunendo sindacati, imprese, Asl e Ispettorato del Lavoro, ha prodotto protocolli per audit congiunti e campagne formative. Ma il lavoro da fare è ancora tanto. Servono incentivi robusti per le aziende virtuose – sgravi fiscali e bandi per tecnologie 4.0 sicure – e sanzioni severe per i trasgressori, con sequestri e revoche di appalti. In questa direzione va l’azione del Partenariato Economico e Sociale della provincia di Lecce, che contrasta dumping contrattuale e lavoro povero, accendendo i riflettori sulla sicurezza e sulle ricadute letali dei contratti pirata. Occorre intensificare informazione e formazione aziendale, valorizzando il contributo della bilateralità. Parlare di sicurezza. Sempre. Perché non basta mai. Dobbiamo farne una pratica quotidiana: nei tavoli di trattativa, nelle scuole con educazione legale per i giovani, nelle filiere produttive. Il 28 aprile 2026 sia l’occasione per un patto collettivo territoriale tra imprese, istituzioni e organizzazioni sindacali. La sicurezza è partecipazione democratica, radicata nella dottrina sociale della Chiesa e nei valori di giustizia sociale. Non fermiamoci al lutto: agiamo per un lavoro sicuro e dignitoso, sempre.

Tommaso Moscara, segretario generale Cgil Lecce
Ada Chirizzzi, segretaria generale Cisl Lecce
Mauro Fioretti, coordinatore territoriale Uil Lecce