Lecce, 1° settembre 2025 – “La delibera di Giunta approvata la scorsa settimana dal Consiglio comunale di Lecce invece di rispondere al disagio abitativo sempre più avvertito in città, sembra rispondere ad altre logiche”. Tommaso Moscara e Luca Toma, segretari generali di Cgil Lecce e Fillea Cgil Lecce, intervengono nella querelle avviata dall’approvazione a maggioranza di una delibera che recepisce la legge regionale 36/2023 e rischia di incentivare fino al massimo consentito dal provvedimento regionale gli aumenti volumetrici, senza tener conto della diversità dei contesti e dell’armonico sviluppo urbano della città (oggi regolamentato da un Piano degli anni ’80).

Il servizio dell’Edicola del Sud sugli aumenti volumetrici, pubblicato il 2 settembre 2025

“Al di là degli aspetti tecnici illustrati nella relazione letta dall’assessore alle Politiche urbanistiche Gianpaolo Scorrano durante l’ultimo Consiglio comunale, in cui ci è sembrato scorgere più una legittima polemica politica nei confronti delle opposizioni che l’idea di città che l’Amministrazione intende perseguire, ciò che ci preoccupa è non aver colto l’obiettivo politico della legge regionale 36”, dicono i sindacalisti. “Quel provvedimento, bloccando lo scempio delle demolizioni e ricostruzioni incontrollate fin troppo presente anche a Lecce, voleva sollecitare le Amministrazioni a dotarsi di strumenti di pianificazione urbanistica complessivi per uno sviluppo organico del territorio alla luce dei mutati bisogni di chi lo vive quotidianamente. La delibera approvata venerdì scorso si inserisce invece in un piano regolatore datato. Al netto di tutte le valutazioni sull’opportunità politica di rimettere in discussione il lavoro della precedente consiliatura, si sceglie oggi di adottare una delibera che, di fatto, rischia di incentivare interventi buoni ad estrarre rendita e alimentare speculazione, piuttosto che dare risposta al disagio abitativo sempre più avvertito dai leccesi. Sono proprio loro, le cittadine ed i cittadini, i grandi assenti nella discussione, mai citati da Scorrano nella sua relazione”.

Il Segretario generale della Fillea Cgil Lecce, Luca Toma

La casa come un bene d’investimento e non un luogo in cui vivere: “È questa la visione che traspare dal provvedimento comunale, attento soprattutto a tutelare l’interesse di chi possiede e non di chi abita, le esigenze di chi bada al valore di scambio di un immobile e non al suo valore d’uso”, dicono Moscara e Toma. “Anche l’enfasi sulle percentuali destinate ad alloggi di edilizia residenziale sociale appare un pannicello caldo, non una reale risposta a chi fa sempre più fatica a trovare case, specie in affitto. Occorrerà vigilare sui criteri in base ai quali si stabiliranno i canoni agevolati, sempre più orientati, nell’esperienza nazionale, a garantire la solvibilità degli assegnatari e quindi sempre meno capaci di intercettare le reali esigenze delle fasce più svantaggiate”.

La prima pagina del Nuovo Quotidiano di Puglia del 2 settembre 2025 dedicata all’argomento

Ma bisognerà stare attenti anche ad altri aspetti. “Non va abbassata la guardia sugli effetti degli incentivi volumetrici, affinché non si traducano in fenomeni di gentrificazione, già sin troppo evidenti in città con i recenti processi di demolizione e ricostruzione per realizzare residenze di lusso, spesso del tutto decontestualizzate ed esteticamente disarmoniche e che hanno accelerato l’espulsione di fasce popolari da zone un tempo a loro accessibili”.

 

L’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno, pubblicato il 2 settembre 2025

Dalla relazione di Scorrano emerge anche la possibilità di intervenire in un secondo momento per rivedere al ribasso gli oneri urbanistici: “Forse questa è l’unica tensione verso il futuro elaborata da Scorrano, ma la proposta è preoccupante, perché abbassare gli oneri urbanistici significherebbe agevolare ulteriormente l’estrazione di rendita, a discapito dell’interesse pubblico. L’intervento edilizio non può essere un fine in sé, perché la casa non è solo un asset economico: è piuttosto il cuore delle relazioni sociali e della vita di ciascuno di noi. Per questo motivo appare singolare permettere, cosa che la delibera rischia di produrre, l’aumento del carico urbanistico laddove sussistono maggiori interessi speculativi, scaricando in futuro le compensazioni pubbliche in zone lontane da quelle di residenza. Il rischio è di vedere alberi, parchi, parcheggi a distanza tale dall’intervento da costringere chi vorrà goderne a raggiungerli in auto, o magari con un filobus ancor più abnorme di quello che già oggi sfregia la città”.

A questa nota, ha risposto l’assessore Scorrano. Postiamo qui la nota pubblicata dal Corrieresalentino.it.

In merito alle dichiarazioni dell’assessore, in base alle quali il sindacato dovrebbe occuparsi di risolvere solo i problemi del lavoro, Moscara e Toma hanno risposto con una nota.

Lecce, 2 settembre 2025 – “Fare sindacato significa occuparsi della condizione di chi lavora, non solo durante l’orario di lavoro ma anche quando si devono fare i conti con gli affanni della quotidianità”. I segretari della Cgil e della Fillea Cgil Lecce, Tommaso Moscara e Luca Toma, replicano alle dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica, Gianpaolo Scorrano, sulle posizioni assunte dal sindacato in merito agli aumenti volumetrici decisi dal Comune di Lecce, ex legge regionale 36/2023. “Il tema della casa – tra possesso, locazione e costi di gestione – oggi assorbe gran parte del reddito disponibile per le famiglie a basso reddito. Così come sono lunghe le liste d’attesa per l’assegnazione dei sempre meno disponibili alloggi popolari per fasce di popolazione potenzialmente escluse anche dai benefici dell’edilizia residenziale sociale. Da qui il nostro invito a ripensare le politiche abitative nel loro complesso. Per questo dispiace leggere la nervosa risposta dell’architetto Scorrano, ma non possiamo che confermare le valutazioni da noi espresse oltre che evidenziare come le contraddizioni che egli imputa alla Cgil siano in realtà espressione palese della nostra autonomia. Autonomia che esercitiamo quotidianamente, come confermato dallo stesso assessore allorquando sottolinea alcune diversità di vedute tra le scriventi e le proposte avanzate da alcune forze politiche oggi all’opposizione cittadina e da lui definite di sinistra”.

Il segretario generale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara

Moscara e Toma ritengono inutile elencare i momenti di distanza, anche con critiche pubbliche, tra la Cgil e le precedenti amministrazioni comunali a partire dal 2009, data richiamata da Scorrano, e fino ad oggi, giunta Salvemini compresa. “La relazione dell’assessore sembra guardare al passato: dalla sua risposta ne abbiamo la conferma, con i suoi continui richiami a ciò che non si è fatto, a chi non lo avrebbe fatto, a chi non avrebbe manifestato critiche o opinioni. È una caratteristica tipica della politica di questi anni, impegnata in una sterile polemica nei confronti del passato piuttosto che a risolvere i problemi ereditati”, dicono i sindacalisti. “Noi siamo abituati diversamente: ci occupiamo quotidianamente dei problemi di chi rappresentiamo, che sono tanti, non passati e molti dei quali rimangono irrisolti pur essendo cambiate a vari livelli le responsabilità politiche ormai da tempo. Siamo peraltro tristemente abituati a una certa politica, che punta il dito contro le incapacità altrui senza però esercitare le proprie responsabilità”.

L’assessore nella sua replica invita la Cgil a pensare e risolvere i problemi dei lavoratori. Moscara e Toma non si sottraggono: “Vogliamo rassicurare l’assessore Scorrano. Siamo sempre stati, e continueremo a stare, dalla parte di chi per vivere ha bisogno di lavorare. Saremo per esempio contenti se lo troveremo al nostro fianco nell’impegnare l’amministrazione comunale ad adottare il salario minimo comunale a 9 euro l’ora. O nell’inserire clausole nei bandi pubblici che vincolino gli esecutori dei lavori al rispetto dei contratti collettivi di lavoro. O ancora nel rivedere i regolamenti comunali sull’occupazione di suolo pubblico, subordinandone la concessione al rispetto dei diritti di chi lavora. I tanti (giovani e non) che lavorano nei pubblici esercizi cittadini ne sarebbero contenti. Piccole suggestioni, già manifestate quando abbiamo incontrato i candidati sindaci, compresa chi poi ha vinto le elezioni, durante la scorsa campagna elettorale, su cui siamo certi che l’assessore Scorrano non farà mancare impegno e condivisione, per far sì che anche la politica affronti e risolva i problemi dei lavoratori, come da lui stesso auspicato, e guardi concretamente al futuro della città”.