Lecce, 25 luglio 2026 – “Bene il nuovo Frecciarossa Napoli-Lecce, ma ai cittadini salentini vanno garantite le stesse opportunità nel servizio universale”. I segretari generali della Cgil Lecce e della Filt Lecce, Tommaso Moscara e Fabrizio Giordano, chiedono a Trenitalia soluzioni per garantire ai cittadini salentini la possibilità di andare e tornare in giornata da Napoli, ad oggi preclusa.
“Accogliamo con favore l’attivazione del nuovo collegamento Alta Velocità tra Napoli e Lecce, che consentirà ai cittadini campani di raggiungere il Salento e visitare Lecce nell’arco della stessa giornata. Si tratta di un servizio importante che contribuisce a rafforzare la mobilità, il turismo e le relazioni economiche tra due territori strategici del Mezzogiorno. Tuttavia, non possiamo ignorare una disparità che continua a penalizzare i cittadini salentini”, spiegano i sindacalisti. Se da Napoli infatti sarà possibile raggiungere Lecce e rientrare in giornata grazie ai treni Frecciarossa, lo stesso diritto non è garantito ai residenti del Salento che intendano recarsi nel capoluogo campano utilizzando il servizio universale. Il motivo è semplice: l’attuale Intercity 716 parte da Bari e non da Lecce. Questa scelta obbliga i viaggiatori salentini a partire prima delle 5 del mattino per raggiungere Bari con un Regionale, per tornare (sperando non ci siano ritardi) all’1 di notte del giorno dopo.
“Riteniamo questa situazione inaccettabile, soprattutto considerando che il servizio Intercity rientra tra quelli finanziati con risorse pubbliche destinate a garantire il diritto alla mobilità di tutti i cittadini, senza discriminazioni territoriali”, dicono Moscara e Giordano. “Ecco perché chiediamo a Trenitalia e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di valutare con urgenza il prolungamento dell’Intercity 716 da Lecce a Napoli e del corrispondente Intercity 715 da Napoli a Lecce. Una modifica organizzativa che restituirebbe equità al territorio salentino, consentendo ai cittadini di raggiungere Napoli e rientrare nella stessa giornata senza cambi obbligati e senza ulteriori costi”.
Oggi la situazione è la seguente (Treno, stazione di partenza, stazione di arrivo, tempo totale + attesa)
Frecciarossa 8382, Napoli 06:45, Lecce 11:48, 5h 3m + 0’
Frecciarossa 8380, Lecce 18:10, Napoli 23:05, 4h 55m, + 0’
Regionale 4374, Lecce 04:47, Bari 06:35, 1h 48m, + 25m
Intercity 716, Bari 07:05, Napoli 11:00, 3h 55m
Tempo totale 6h 13m
Intercity 715. Napoli 18:54, Bari 22:50, 3h 56m, +12m
Regionale 4445, Bari 23:02, Lecce 00:55, 1h 53m
Tempo totale 6h 1m
(Treno successivo, Regionale 4433, Bari 05:02, Lecce 06:55, 1h 53m)
Dall’orario è evidente come i cittadini salentini siano costretti a un sacrificio che potrebbe essere evitato con una semplice estensione del percorso degli Intercity. FILT Lecce e CGIL Lecce chiedono che venga finalmente garantita la stessa dignità e lo stesso diritto alla mobilità riconosciuti ad altri territori. Il Salento non può continuare a essere considerato il terminale di una rete ferroviaria che, troppo spesso, si ferma a Bari quando si tratta di programmare i servizi. “Parlare di coesione territoriale significa garantire pari opportunità di accesso ai trasporti. Il diritto alla mobilità non può dipendere dal luogo di residenza”, sostengono i due segretari generali. “I cittadini del Salento pagano le stesse tasse degli altri italiani e hanno il diritto di usufruire dello stesso servizio universale. È il momento di dare risposte concrete ai cittadini del Salento”. Per questo Cgil e Filt chiedono a Trenitalia di correggere una disparità che non ha alcuna giustificazione tecnica o sociale, estendendo l’Intercity 716 e il corrispondente 715 fino a Lecce. Sarebbe un segnale concreto di attenzione verso un territorio che da troppo tempo attende pari dignità nella programmazione ferroviaria nazionale.










