Lecce, 28 luglio 2026 – Diversi migranti all’esterno della Foresteria attendono un posto letto, tra giacigli di fortuna, materassi, cartoni, fornelli a gas e una scorta di pomodori e angurie. Sono cominciate con questo impatto le attività delle Brigate del Lavoro, da ieri in provincia di Lecce per il sindacato di strada. Una squadra composta da sindacalisti della Cgil e della Flai – accompagnati dalla rete di volontari di Udu, Arci Lecce Solidarietà, Terzo Millennio e Cir (Consiglio italiano rifugiati), con la presenza straordinaria dell’imam di Lecce Saifeddine Maaroufi a fare da mediatore linguistico e culturale e portare sorrisi e conforto – ha percorso le campagne nei territori di Galatina, Nardò, Porto Cesareo e Leverano. Attività che proseguirà domani, anche alla presenza dell’assessora regionale alla Politiche migratorie, Silvia Miglietta, e dopodomani, con un evento finale giovedì pomeriggio nel 15esimo anniversario dello storico sciopero dei migranti, che cambiò radicalmente il concetto di accoglienza degli operai agricoli stagionali nel Salento.

Tommaso Moscara, segretario generale Cgil Lecce, e Alessandro Fersini, segretario generale della Flai Cgil Lecce, tracciano un primo bilancio delle attività svolte: “Abbiamo raccolto molte sollecitazioni su condizioni di lavoro, contratti, salari, dispositivi di protezione”, dicono. “Abbiamo offerto acqua, regalato cappelli e gilet catarifrangenti, ma soprattutto ci siamo messi in ascolto, abbiamo guardato negli occhi i lavoratori facendo capire loro che non sono soli e non sono invisibili”.

Nel quindicennale dello sciopero dei migranti, il 30 luglio 2026 alle ore 17 nella Foresteria di Boncuri a Nardò (zona industriale, viale Vittime di Acca Larentia), è in programma l’iniziativa “Lo sciopero dei braccianti stranieri. Sfruttamento, diritti negati, schiavitù: quindici anni dopo la rivolta di Boncuri”, per ricordare quanto accaduto a partire da quei giorni del 2011. È l’evento finale, alla presenza del segretario generale della Flai Cgil nazionale Giovanni Mininni, di un programma di iniziative che vedrà le Brigate del Lavoro impegnate nelle campagne salentine con il sindacato di strada, per offrire assistenza sindacale e tutela individuale, ma anche formazione sindacale a studenti e operatori del Terzo Settore.

Dal 2011 ad oggi molta strada è stata fatta, grazie all’impegno di istituzioni, magistratura e associazioni, rispetto alle condizioni di vita e di lavoro da schiavitù che emersero allora. Ma il percorso verso la piena affermazione dei diritti e l’emancipazione dal caporalato è ancora lungo. La raccolta di angurie e di pomodori è da allora uscita dal buio, da un alone di ipocrita invisibilità: tavoli prefettizi monotematici, ordinanze comunali anticaldo, attivazione di servizi da parte del Terzo Settore, Arpal, sindacato hanno tutti concorso a migliorare il sistema dell’accoglienza (ancora perfettibile). Giovedì pomeriggio si ricorderanno i fatti di quindici anni fa e si rifletterà sulla situazione attuale. Dopo i saluti di Moscara e dell’assessore del Comune di Nardò alla Legalità e all’Antimafia sociale Andrea Giuranna, Fersini introdurrà i temi e la sindacalista della Cgil Antonella Cazzato, all’epoca segretaria confederale a Lecce ed in prima linea a sostegno della Rivolta di Boncuri, darà la propria testimonianza. Subito dopo comincerà la tavola rotonda, moderata dal giornalista Danilo Lupo, su “Logiche di esclusione e legge contro il caporalato: cosa è cambiato dopo la rivolta”, alla quale parteciperanno il sociologo e docente di Unisalento, Antonio Ciniero, l’ex procuratrice aggiunta di Lecce, Elsa Valeria Mignone, il vicepresidente della Regione, Cristian Casili, e il segretario generale Mininni.

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