SGM, i sindacati sui picchi anomali di malattia: “L’azienda si interroghi sulle cause, invece di lanciare accuse infondate”

 

Lecce, 14 luglio 2025 – “Profondo sconcerto per le affermazioni gravi, infondate e lesive dell’immagine del sindacato”. Le organizzazioni sindacali respingono le allusioni che il presidente di SGM, Damiano D’Autilia, ha messo nero su bianco circa il “picco anomalo di malattie” nei fine settimana. In una lettera ufficiale cita “voci” secondo cui le certificazioni mediche sarebbero indotte per supportare le istanze sindacali. Dichiarazioni gravi che complicano ulteriormente relazioni sindacali assai problematiche all’interno della società interamente partecipata dal Comune di Lecce. I sindacati hanno subito scritto al prefetto Natalino Manno ed alla sindaca Adriana Poli Bortone.

Carte bollate. In una lettera dello scorso 11 luglio, il presidente di SGM si lamentava della scelta dei sindacati di coinvolgere il Comune di Lecce nella vertenza che riguarda circa 135 dipendenti impegnati nei servizi di trasporto pubblico urbano, sosta tariffata, manutenzione semaforica e rimozione. Salvo poi lanciarsi in affermazioni gravi: “Sono giunte voci secondo cui i lavoratori potrebbero essere indotti a mettersi in malattia nel fine settimana per supportare le istanze sindacali; non si crede che ciò possa essere vero, tuttavia, effettivamente anche nello scorso fine settimana si è registrato un picco anomalo di malattie del personale di guida”, scrive D’Autilia. Un’accusa gravissima, messa nera su bianco e che lede l’immagine dei lavoratori, dei medici certificatori e del sindacato, per la quale le organizzazioni sindacali preannunciano azioni legali.

“Picco anomalo”. Fabrizio Giordano (Filt Cgil), Pierdonato Ligori (Fit Cisl), Francesco Demarindis (Uiltrasporti) e Dario Loporchio (Ugl Fna) hanno risposto inchiodando la società alle proprie responsabilità: “Quanto ai picchi anomali, neppure quantificati, sono certamente riconducibili alla disastrosa organizzazione del lavoro imposta da SGM, con turnazioni estenuanti, assenza di pause, mancanza di sale sosta e servizi igienici, coi lavoratori lasciati per ore ai capolinea, spesso esposti a condizioni climatiche proibitive. Il tutto in violazione della legge sulla sicurezza sul lavoro. Non si tratta di semplici assenze, ma di condizioni probabilmente riconducibili a malattia professionale, stress da lavoro-correlato e burnout più volte segnalate e colpevolmente ignorate dalla società”, dichiarano i sindacalisti.

Condizioni al limite. Le organizzazioni sindacali tornano a chiedere spiegazioni sulle dimissioni volontarie degli autisti di autobus, persino tra quelli assunti recentemente a tempo indeterminato, di fronte a un orario estivo proibitivo per i lavoratori. In questo contesto è stato doveroso coinvolgere il socio unico: “Non volevamo scavalcare l’azienda, ma SGM pur essendo un’azienda a totale partecipazione pubblica, viene gestita come un’entità privatistica o padronale, in cui le istanze dei sindacati sono ignorate. Una condotta dispotica che si palesa anche nelle assegnazioni di incarichi, promozioni, percorsi formativi selezioni per immissioni in ruolo, con disposizioni unilaterali emanate senza la trasparenza dovuta alla natura pubblica della società”.