Per la costa serve un patto che dia lavoro ai più giovani

L costa di Sant'Andrea, sul mare Adriatico, prima del crollo dell'Arco degli innamorati

L’intervento di Luca Toma, segretario generale della Fillea Cgil Lecce, pubblicato oggi sulla prima pagina del Nuovo Quotidiano di Puglia

di Luca Toma*

Difendere il territorio e creare buona occupazione non sono due obiettivi alternativi, ma un’unica sfida. Una politica lungimirante deve avere il coraggio di raccoglierla e dare risposte ai giovani, per offrire loro l’opportunità di mettere le proprie competenze al servizio della comunità. L’erosione costiera offre una grande possibilità di programmazione pubblica degli interventi di manutenzione del paesaggio: un’occasione che non possiamo permetterci di perdere.

L’attenzione rivolta al tema dal Nuovo Quotidiano di Puglia nei giorni scorsi evidenzia come il territorio abbia urgenza di interventi per mettere in sicurezza il paesaggio. Il patrimonio di bellezza naturale di cui possiamo essere orgogliosi rischia infatti di essere fortemente compromesso dagli effetti del cambiamento climatico. È ancora vivo nella memoria di tutti il crollo di Sant’Andrea, ma più in generale sono sempre più frequenti gli effetti dell’avanzare del mare tra falesie sbriciolate, spiagge cancellate e urbanizzazione incontrollata. Per troppo tempo la tutela dell’ambiente è stata sacrificata agli interessi speculativi, quando invece deve rappresentare una priorità anche per le sue capacità di creare opportunità di lavoro qualificato, stabile e non delocalizzabile.

Le risorse destinate a gestire le emergenze e riparare i danni si rivelano superiori a quelle che si sarebbero impiegate in una pianificata attività di prevenzione. Ogni metro di costa perduto si traduce in minore attrattività turistica, minori presenze, danni alle attività economiche e un progressivo impoverimento dell’intero territorio. Insomma la prevenzione costa meno dell’emergenza. In un territorio come quello pugliese, dove il turismo rappresenta uno dei principali motori dell’economia, la perdita di qualità del paesaggio costiero rischia di compromettere la competitività dell’offerta con ricadute dirette sull’occupazione. Turismo che è vittima dell’inazione, ma se vocato alla sola logica del profitto rischia di trasformarsi in carnefice: basti pensare agli effetti della gestione privatistica delle spiagge o alla improvvisata gestione dei parcheggi in pinete ed habitat naturali.

Ogni estate si ripresentano i soliti fenomeni che mettono in crisi interi tratti di costa, dimostrando quanto sia urgente una pianificazione capace di coniugare tutela ambientale, mobilità, accessibilità e fruizione sostenibile del territorio. Anche questo significa governare il cambiamento, anziché subirlo. Serve quindi una politica che a tutti i livelli torni finalmente a pianificare, a scegliere priorità e obiettivi sostenibili e di lungo periodo. Non bastano interventi straordinari dopo ogni mareggiata o finanziamenti frammentati. Occorre un grande piano pubblico nazionale per la difesa e la rigenerazione della costa, fondato sulla conoscenza scientifica, sul monitoraggio continuo e sulla manutenzione programmata. Una vera e propria azione di politica industriale, nella quale il ruolo dell’edilizia e delle maestranze locali si rivelerebbe fondamentale. Opere di difesa costiera, recupero dei sistemi dunali, rinaturalizzazione dei litorali, consolidamento delle falesie, manutenzione delle infrastrutture costiere: tutte azioni che possono generare occupazione di qualità nel settore delle costruzioni, esaltando le competenze dei lavoratori edili e creando nuove professionalità legate alla transizione ecologica. Un piano che valorizzerebbe un’edilizia che non consuma territorio, ma lo protegge e lo rigenera, mettendo al centro competenze, innovazione e qualità del lavoro.

Il Segretario generale della Fillea Cgil Lecce, Luca Toma

È il momento quindi di riscoprire il valore della programmazione come strumento capace di orientare gli investimenti, creare sviluppo e tutelare l’interesse collettivo. Per troppo tempo il ruolo del pubblico è stato messo in discussione, evidenziandone le inefficienze per farlo arretrare e lasciare spazio ai soli interessi privati. La lotta all’erosione costiera deve diventare uno dei più importanti cantieri del futuro del Sud, della Puglia, del Salento: un investimento capace di proteggere il nostro patrimonio ambientale, creare buona occupazione e dimostrare che ambiente e lavoro non sono avversari, ma i due pilastri di un nuovo modello di sviluppo fondato sulla programmazione pubblica, sulla giustizia sociale e sulla dignità del lavoro.

Sentiamo ripetere spesso dal sistema imprenditoriale che i giovani non hanno più voglia di lavorare in edilizia. Un ritornello che rischia di diventare un luogo comune, basato su sensazioni personali piuttosto che su analisi dei dati. Un pensiero che finisce per scaricare sulle nuove generazioni responsabilità che appartengono invece alla politica e al sistema produttivo. I giovani non chiedono scorciatoie: chiedono lavoro dignitoso, stabile, sicuro, qualificato e con una prospettiva. Quale occasione migliore, allora, di quella offerta dagli interventi per contrastare l’erosione costiera? Investire nella tutela del paesaggio offre ai giovani l’opportunità di mettere le proprie competenze al servizio della comunità, contribuendo a proteggere la terra in cui sono nati e costruendo, nello stesso tempo, il proprio futuro. Ecco perché difesa del territorio e buona occupazione sono obiettivi complementari e vincenti di una strategia di lungo periodo di cui la Puglia e il Salento continuano ad avere bisogno.

*Segretario generale Fillea Cgil Lecce