REFERENDUM COSTITUZIONALE, VINCE IL NO. ANCHE LA PROVINCIA DI LECCE RIGETTA LA RIFORMA NORDIO

No prevalente a Lecce, nelle città con più di 15mila abitanti e nella maggioranza di piccoli e medi comuni. Il commento del segretario generale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara

Lecce, 23 marzo 2026 – “Il risultato di questo referendum parla chiaro: la Costituzione resta il cuore pulsante della nostra democrazia. La Cgil Lecce interpreta il voto popolare come la riaffermazione potente dei valori costituenti: nessuno può metterli in discussione”, il segretario generale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara, commenta così la netta affermazione, anche in provincia di Lecce, del No alla riforma della magistratura voluta dal governo Meloni.

Il segretario generale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara

“Tra i dati più significativi il peso determinante del voto giovanile: abbiamo assistito ad una grande e consapevole mobilitazione. Le giovani generazioni hanno compreso che difendere la Carta Costituzionale significa difendere il loro futuro, il diritto ad una giustizia equa, al lavoro e alla dignità sociale. Il No alla riforma non è solo una scelta elettorale, ma anche vera presa di coscienza collettiva, che ha ridonato centralità alla partecipazione democratica, anche nel nostro territorio. Nel Salento ha votato il 53,78% degli aventi diritto, un dato al di sopra della media regionale, superiore a quello delle elezioni regionali. Il No in provincia di Lecce conquista il 53,9%: un valore che premia gli sforzi dei Comitati a sostegno del No, tra questi quello della Società Civile per il No, che ha organizzato su tutto il territorio decine e decine di iniziative, tutte con il sostegno e la partecipazione della Cgil Lecce. Nella città capoluogo e in tutti i centri abitati con più di 15mila abitanti (Nardò, Galatina, Copertino, Gallipoli, Tricase) il No si è affermato nettamente, così come nella stragrande maggioranza dei piccoli e medi comuni. La Cgil riparte da questa energia positiva per continuare a lottare affinché i bisogni ed i diritti delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare tornino ad essere l’elemento di interesse principale di chi ha responsabilità politica, a tutti i livelli, e affinché i principi della nostra Costituzione siano applicati ogni giorno, in ogni luogo di lavoro”.