Lecce, 15 novembre 2025 – Cogliere i segnali della disparità, della sopraffazione e del patriarcato sul posto di lavoro e in casa. Appuntamento martedì 18 novembre alle ore 16.30 a Melpignano, nel Palazzo Marchesale (corso Roma), con un’assemblea pubblica inserita nel percorso intitolato “Disarmiamo la violenza di genere. Web, luoghi di lavoro e territorio: azioni quotidiane per la prevenzione”. Dopo i saluti della sindaca Valentina Avantaggiato e l’introduzione della coordinatrice di Belle Ciao Lecce, Simona Cancelli, sono previsti gli interventi di una educatrice del centro antiviolenza Dafne, del segretario generale del Silp Cgil Lecce Antonio Ianne, e dell’avvocata giuslavorista Francesca Cursano. Seguirà il dibattito con la partecipazione dei membri dell’assemblea generale della Fiom Cgil Lecce, cittadine e cittadini.
L’appuntamento rientra nel percorso di iniziative ideato dal Coordinamento donne “Belle Ciao” della Cgil Lecce e condotto insieme con i centri antiviolenza di Medihospes (Il Melgorano e Dafne), Silp (Sindacato italiano dei lavoratori di polizia), Slc (Sindacato lavoratori della conoscenza) e Spi (Sindacato pensionati italiani). Il ciclo è cominciato a Supersano lo scorso 10 novembre, con un’assemblea molto partecipata di lavoratrici e lavoratori del call center System House, ed è proseguito nella Camera del Lavoro di Casarano il 14 novembre. Dopo l’appuntamento di Melpignano, le iniziative proseguiranno il 25 novembre con un flash mob contro la violenza di genere organizzato da Spi, Coordinamento Donne Spi di Lecce, Cgil e Udu (ritrovo in piazza Mazzini alle ore 9, sfilata lungo via Trinchese con bandiere, musica e striscioni verso piazza Sant’Oronzo). Infine gli ultimi due incontri del ciclo in programma a Nardò il 28 novembre alle ore 16 (nel Centro Studi Casalino, via F.lli Gabellone) e a Matino il 19 dicembre alle ore 16.30 (nelle Scuderie del Palazzo Marchesale).
In provincia di Lecce nel 2025 purtroppo abbiamo registrato i femminicidi di Amalia Quarta (84enne di Lecce), Maria Teresa Parata (83 anni di Otranto) e Teresa Sommario (52 anni di Racale). Uccise in famiglia a causa del disagio sociale, fisico, per la disperazione o apparentemente per futili motivi. Una recente ricerca del Senato della Repubblica (su 1942 femminicidi consumati in Italia tra il 2006 e il 2022) ha stabilito che quanto più le donne esprimono libertà ed emancipazione dal patriarcato, tanto più sono a rischio di femminicidio. “E visto che il principale strumento di emancipazione resta il lavoro, è fondamentale portare sui luoghi di lavoro, nelle Camere del Lavoro e nei luoghi istituzionali la discussione su stereotipi, comportamenti, segnali di allarme che spesso anticipano vere e proprie molestie e violenze fisiche, sessuali e psicologiche sulle donne. Il tutto coinvolgendo quanto più è possibile colleghi, parenti, compagni di vita”, spiega Simona Cancelli, coordinatrice di Belle Ciao Lecce.










