“L’edilizia rappresenta circa il 13% del Pil regionale. Contribuisce a oltre un terzo della produzione industriale. Fornisce risposte a poco meno del 10% della forza lavoro totale pugliese. Numeri cresciuti sensibilmente negli ultimi cinque anni, in risposta alla pandemia, che premiano il settore delle costruzioni come leva di ripresa e sviluppo, anche grazie a Superbonus e Pnrr.
Una congiuntura positiva che ha permesso al comparto di superare periodi di crisi e flessione anche in provincia di Lecce, come confermano i principali indicatori elaborati dal sistema bilaterale. Tra il 2019, anno di riferimento dell’economia pre-Covid, ed il 2024 aumenta di oltre il 40% la massa salari denunciata, crescono di oltre il 20% i lavoratori denunciati, così come aumenta a doppia cifra il salario medio percepito da ogni lavoratore. Certo, non mancano le zone d’ombra: la scarsa presenza di manodopera femminile in un settore tradizionalmente appannaggio degli uomini, il basso livello delle ore lavorate per addetto (causa primaria del basso livello medio dei salari), l’alta concentrazione di operai inquadrati nei livelli più bassi, la scarsa attrattività nei confronti dei giovani, che pone innegabili problemi di turnover e carenza di manodopera, solo parzialmente compensata dalla costante crescita del numero dei lavoratori stranieri (ormai stabilmente sopra le 1.000 unità a rappresentare circa il 15% della forza lavoro complessiva). A conferma di come il Lavoro possa essere strumento sano di integrazione e di come l’edilizia possa contribuire in maniera determinante a raggiungere questo obiettivo.

Questi numeri vanno stabilizzandosi, lasciando intravedere pericoli di calo anche in previsione dell’esaurimento delle risorse dedicate e della complessiva sofferenza, in assenza di adeguate politiche specifiche, del tessuto industriale. Oggi ci troviamo di fronte alla necessità di superare la logica secondo cui l’edilizia sia solo un settore anticiclico da attivare nei periodi di crisi o che sia associata ad immagini negative che, quando ci sono, non vanno negate. La provincia di Lecce continua ad essere la prima in Puglia per consumo di suolo (sul podio nazionale per incremento annuale nel 2024), nonostante il perdurante calo demografico. Due tendenze che devono spingere il settore delle costruzioni verso nuovi ed urgenti paradigmi: rigenerare l’esistente, riqualificare ed efficientare il patrimonio immobiliare, dare nuova vita al dismesso.
Ragionare di edilizia significa quindi parlare di sviluppo, di lavoro, di territorio. Di come immaginiamo le nostre città del prossimo futuro. Di come pianifichiamo la dotazione infrastrutturale per ripopolare i nostri borghi, senza abbandonarci alla irreversibilità di alcuni processi in corso. Di come accompagniamo e rendiamo più solido il tessuto economico, sociale e culturale. Di come rendiamo più efficienti le case in cui viviamo, più sicuri i luoghi di formazione che frequentano i nostri figli, più moderni gli ospedali in cui ci curiamo, più performanti le reti che ci garantiscono di soddisfare le nostre esigenze quotidiane. Di come creiamo connessioni veloci tra Lecce e Taranto per dare un’alternativa di sviluppo reale alla dorsale adriatica.
I dati raccontano di un settore che è riuscito a superare anche i momenti più difficili, contribuendo in maniera decisiva alla tenuta dell’economia salentina ed al progresso dell’intera Regione. Oggi quindi siamo di fronte alla necessità di guardare alle prospettive del settore senza declinarlo al passato, ma anzi considerandolo a pieno titolo uno dei pilastri su cui basare il futuro dell’economia locale. Perché l’edilizia altro non è che lo strumento attraverso cui dare sostanza e concretezza ai sogni ed ai bisogni che il territorio esprime. Transizione ecologica, rigenerazione urbana, piano casa, recupero del gap infrastrutturale, stop al consumo di suolo non sono slogan vuoti ma necessità ed obiettivi da perseguire, consapevoli che da qui passa il futuro anche del Salento.
Senza mai dimenticare che, dietro i numeri e gli indicatori economici, ci sono sempre storie di uomini e donne, operai e restauratrici, impiegati, tecnici, progettisti, imprenditori che con il loro lavoro, con il loro sudore, con la loro fatica contribuiscono quotidianamente a rendere il settore edile fondamentale per la tenuta sociale ed il progresso economico dell’intera provincia. A loro vanno garantiti dignità e diritti, ma soprattutto pieno e stabile riconoscimento di chi sono e di ciò che fanno.












