Toma (Fillea) su Nuovo Quotidiano: “Pianificare è la risposta a emergenze e incertezze”

di Luca Toma*

“Pensare agli altri oltre che a se stessi; pensare al futuro oltre che al presente”. Il denso ed assolutamente condivisibile fondo firmato dal direttore Tornesello ci ha riportato subito alla mente questa frase, tra le più note di Vittorio Foa, partigiano, padre costituente, segretario nazionale della Cgil di Di Vittorio. L’impressione espressa dal direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia, ossia che a Lecce su alcuni temi decisivi governi l’incertezza, ci fa pensare proprio all’assenza di visione verso il futuro.

Una sensazione diffusa, a dire il vero, che rimanda anche alla difficoltà di dare concretezza agli annunci delle campagne elettorali, sempre più caratterizzate negli ultimi anni, a livello nazionale come a livello locale, non tanto dalla capacità di pianificare il futuro quanto dalla dichiarata volontà di demolire il passato. Salvo poi scoprire che il passato ha giusto bisogno di semplici revisioni, per di più a costo zero.

Incertezza, assenza di pianificazione, responsabilità mal gestite con maldestri tentativi di scaricarle sul passato caratterizzano anche la gestione dei cantieri presenti in città. I cantieri non sono fastidiosi intralci alla circolazione delle tante auto che invadono le strade cittadine, ma piuttosto l’esempio più vivo della necessità di dare nuova forma alle politiche urbane.

Ogni cantiere è un ponte verso il futuro, rappresenta il luogo dove, grazie al sacrificio, al sudore ed alla fatica di progettisti, tecnici, maestranze si dà forma al cambiamento tante volte decantato, ma spesso mal sopportato. Gli operai in particolare sono spesso esposti, oltre che alle intemperie, anche alle ire dei cittadini, proprio per l’assenza di pianificazione e per l’incapacità di assumersi le proprie responsabilità da parte degli amministratori pubblici.

Il Segretario generale della Fillea Cgil Lecce, Luca Toma

Il Piano Urbanistico Generale si inserisce in queste contraddizioni: rappresenta il principale strumento di pianificazione territoriale, un’occasione strategica per indirizzare e sostenere lo sviluppo economico e sociale che la città attende da decenni. Una necessità anche per dare risposta organica alle tante emergenze che la città vive, a cominciare dai dati drammatici resi pubblici in questi giorni sull’incapacità di dare risposte al disagio abitativo.

Le città sono destinate ad accrescere la loro centralità nei prossimi anni: di questo dovremmo avere consapevolezza tutti. Rappresentano infatti un elemento centrale intorno a cui impostare ogni ragionamento in termini di transizione ecologica, digitalizzazione, lotta alle disuguaglianze, sostenibilità ambientale. Senza dimenticare però che le città sono anche luoghi di conflitto: centro contro periferie, rendita contro investimento, speculazione immobiliare contro consumo di suolo, esigenze del turismo contro interessi di chi la città la abita e la vive quotidianamente, interessi privati contro bene pubblico.

Conflitto e pianificazione sono due termini che hanno caratterizzato il secolo scorso, da alcuni definito il “secolo del Lavoro”. Due parole che oggi qualcuno vorrebbe archiviare, ma che invece confermano tutta la loro straordinaria ed irrinunciabile attualità. Come è irrinunciabile continuare a lottare per ridare tutele, stabilità e dignità al lavoro in questi affannosi tempi del presente.

*Segretario generale della Fillea Cgil Lecce