Bradanico-Salentina, Fillea e Filt su Quotidiano: “La strada che non c’è e lo sviluppo che ci serve”

Una infrastruttura fondamentale per creare posti di lavoro, collegare l’economia leccese al principale porto mercantile pugliese e per disegnare traiettorie di sviluppo per il futuro

Fonte Nuovo Quotidiano di Puglia, 6 gennaio 2024

Pubblichiamo l’intervento a doppia firma di Giuseppe Guagnano (Filt Cgil Lecce) e Luca Toma (Fillea Cgil Lecce) sulla Bradanico-Salentina, pubblicato oggi sulla prima pagina del Nuovo Quotidiano di Puglia

 

di Giuseppe Guagnano e Luca Toma*

Lo sviluppo industriale della provincia di Lecce non può prescindere da un collegamento moderno, veloce e sicuro con Taranto. Il sistema dei collegamenti salentino, infatti, sconta un colpevole ritardo che ha penalizzato il progresso economico locale, atrofizzando le potenzialità portuali di Gallipoli, Leuca ed Otranto, svilendo l’attività commerciale, penalizzando le imprese manifatturiere del Tacco d’Italia. Per questo il dibattito che si è sviluppato sulla pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia in queste settimane è fondamentale per il futuro del Sud della Puglia.

Il Segretario generale della Fillea Cgil Lecce, Luca Toma

Immaginare un collegamento più diretto tra Lecce e Taranto – due tra i centri più floridi e strategici della Terra d’Otranto, del Regno delle Due Sicilie e ancora prima della Magna Grecia – non è solo un esercizio nostalgico per rinverdire i fasti di un passato glorioso, la cui floridità è ancora espressa da tanti segni che i territori custodiscono. Così come non si deve commettere l’errore di derubricare a mero campanilismo, peggio ancora al tentativo di ridimensionare la centralità del capoluogo regionale pugliese, la richiesta territoriale di un’alternativa più conveniente, in termini di costi tempi e sicurezza, alla dorsale adriatica per raggiungere dalla provincia di Lecce il capoluogo jonico. Magari immaginando per un futuro possibilmente non troppo lontano, una rete stradale forte che colleghi il Salento a Matera e Napoli, punto di riferimento del Sud Italia per storia, cultura e traffici commerciali, che completi l’asse già esistente con Brindisi.

Realizzare la Bradanico-Salentina a quattro corsie, insieme alla effettiva cantierizzazione della Statale 275 (Maglie-Leuca), realizzerebbe l’originario progetto di collegare i porti di Gallipoli, Leuca e Otranto a quello ben più importante (per rotte e volumi di traffico merci) di Taranto. Completerebbe in tal modo, a distanza di decenni, anche il senso originario della realizzazione del cosiddetto “Scorrimento veloce”, ossia l’attuale Provinciale 367 (la Mediana del Salento). Creerebbe, ovviamente, opportunità di lavoro in un territorio che ne ha fame e favorirebbe migliori condizioni di lavoro per i lavoratori del settore dei Trasporti e della Logistica, oltreché che per migliaia di pendolari. Consegnerebbe alle comunità locali una infrastruttura sicura. Sarebbe un modo concreto per dotare il territorio salentino delle infrastrutture minime su cui impostare le traiettorie di sviluppo per il futuro. Significherebbe anche riconoscere al territorio la dignità di avere alternative vere alla propria marginalità geografica, completando un percorso viario che rappresenti un ponte reale nello scambio di merci e cultura tra Oriente ed Occidente, valorizzando le tante eccellenze di un territorio unico, che parte da Finis Terrae e raggiunge anche il Tempio Dorico, non solo le colonne della via Appia.

Il segretario generale della Filt Cgil Lecce, Giuseppe Guagnano

Un ragionamento di questo tipo non era mancato alla visione della classe dirigente degli anni Settanta e Ottanta. Ma poi si è smarrito. Eppure può essere ripreso ed aggiornato, adeguandolo non solo ai nuovi standard di sostenibilità e tecnologia, ma anche alle nuove esigenze delle realtà locali. Come ad esempio l’importante sviluppo dei settori agricolo e manifatturiero, realizzando un adeguato sistema intermodale acqua-ferro-gomma-aria. O ancora il forte incremento di flussi turistici, immaginando paralleli sistemi di viabilità dolce (piste ciclabili e strade-parco) capaci di attraversare il bellissimo entroterra della Valle d’Arneo, passando per Montedoro e valorizzare in tal modo forme di turismo che non fagocitino il territorio, ma che piuttosto valorizzino gli aspetti storici, sociali, culturali, esperienziali dell’entroterra salentino. Non è mai tardi per riprendere le redini del proprio futuro, a patto di avere però una visione integrata di uno sviluppo sistemico, di ciò di cui abbiamo bisogno, del territorio che vogliamo consegnare alle prossime generazioni.

*Segretari generali di Filt Cgil Lecce e Fillea Cgil Lecce