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Ntc Nardò, il giudice accoglie il ricorso della Cgil: interinale assunto a tempo indeterminato In evidenza

Lecce, 16 febbraio 2018 - Con sentenza del 14 febbraio 2018, il Giudice del Lavoro di Lecce ha riconosciuto in favore di un lavoratore somministrato da Obiettivo Lavoro spa (oggi Ranstad Italia spa) e Manpower srl la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato alle dipendenze dell’utilizzatore Nardò Technical Center srl sin dalla data del primo contratto di somministrazione (settembre 2011). Il lavoratore, pertanto, tornerà al lavoro presso la sede di Nardò di NTC srl dopo quasi tre anni dall’ultimo contratto di lavoro in somministrazione (aprile 2015) e riceverà un’indennità risarcitoria pari a dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

Con ricorso al Giudice del Lavoro di Lecce il lavoratore, che aveva prestato la propria attività lavorativa dal 2011 al 2015 in virtù di oltre 110 contratti di somministrazione a tempo determinato intervallati da periodi di inattività inferiori a 60 giorni, ha chiesto al Tribunale di Lecce di accertare l’illegittimità dei contratti di somministrazione a tempo determinato e la nullità del termine ivi apposto per violazione delle norme di legge in materia. Seguito dal punto di vista legale dall’avvocato della Cgil Francesca Cursano, il lavoratore ha lamentato la mancanza delle ragioni giustificatrici della somministrazione a termine, l’abuso del ricorso a tale tipologia contrattuale, la mancata effettuazione della valutazione dei rischi da parte dell’utilizzatore e la violazione dei limiti imposti dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

Nella sentenza il Giudice del Lavoro - dopo aver rilevato la tempestività dell’impugnativa stragiudiziale di tutti i contratti di somministrazione giacché il dies a quo per l’impugnativa deve essere individuato nella cessazione dell’ultima assegnazione del lavoratore presso l’utilizzatore, purché nella successione di rapporti non si registrino intervalli temporali pari o superiori a sessanta giorni - ha stabilito che il lavoratore ha diritto alla costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di NTC srl con effetto dall’inizio della somministrazione per aver, la società, violato il divieto imposto dall’art. 20 del d.lgs. 276/2003. Tale norma vieta il ricorso alla somministrazione per le aziende che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 4 del d.lgs 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche. Non avendo NTC srl provato l’adempimento del precetto normativo, il contratto di lavoro in somministrazione è stato convertito a tempo indeterminato alle dipendenze dell’utilizzatore ai sensi dell’art. 27 del d.lgs. 276/2003. Per i motivi suesposti il Giudice del Lavoro ha dichiarato sussistere un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato tra il lavoratore ed NTC srl a far data dal 2011, condannando la società anche al pagamento di una indennità risarcitoria.

«Siamo contenti che il Tribunale di Lecce abbia riconosciuto la validità di una battaglia per la stabilizzazione di questi precari che la Cgil combatte da diversi anni. I lavoratori che hanno deciso di affidarsi alla nostra strategia sindacale hanno ottenuto i risultati sperati. Ne è dimostrazione la sentenza del 14 febbraio dalla quale si evince che molto spesso dietro rapporti di lavoro a tempo determinato si nascondano rapporti di lavoro in realtà stabili. Inoltre riteniamo grave che la valutazione rischi, un obbligo in materia di sicurezza a cui le aziende non devono sottrarsi, sia stata documentata solo a partire dal 2014. Omissione ancor più grave se si considera la peculiarità delle mansioni svolte dai lavoratori all’interno della Ntc srl», dicono il segretario generale del Nidil Cgil Lecce (il sindacato che tutela i lavoratori interinali e con contratti atipici), Alessio Colella, e la segretaria generale della Fiom Cil Lecce, Annarita Morea.

Alessio Colella, segretario generale Nidil Cgil Lecce

Annarita Morea, segretaria generale Fiom Cgil Lecce

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Interinali dell'Arif, Cgil e Nidil chiedono un tavolo al prefetto In evidenza

 

Lecce, 30 gennaio 2018 – Un incontro in Prefettura per sollecitare l’Agenzia regionale irrigui e forestali (Arif) ad approntare un adeguato e tempestivo piano di assunzione di lavoratori interinali. È la richiesta che giunge da Cgil Lecce e Nidil Cgil Lecce al prefetto Claudio Palomba.

All’Arif, tra le più grandi società pubbliche controllate dalla Regione Puglia, spettano compiti fondamentali, come la salvaguardia dei boschi e la gestione irrigua delle campagne: in queste attività sono impegnati 40 lavoratori in provincia di Lecce. Ogni anno però l’Agenzia non riesce ad organizzare in maniera efficiente ed efficace il piano di assunzioni dei lavoratori in somministrazione coinvolti nelle sue attività. Cgil e Nidil Cgil ritengono non più rinviabile un intervento da parte di Regione Puglia mirato alla razionalizzazione del processo che coinvolge gli interinali. Tra le richieste principali, avanzate di concerto con Felsa Cisl e Uiltemp, Nidil Cgil chiede una procedura di censimento dei lavoratori interinali, che tenga conto degli ambiti di competenza, della formazione, dell’anzianità di servizio (a partire dal criterio delle giornate effettivamente lavorate) e delle condizioni economiche del nucleo familiare. Sulla base di questo censimento, i sindacati chiedono di costruire un bacino di prelazione per ogni ambito di interesse, per consentire l’assunzione dei lavoratori presenti in queste liste e dare una continuità lavorativa di almeno 150 giornate di lavoro. In questo modo si raggiungerebbe un duplice scopo: non si disperderebbero gli investimenti pubblici per la formazione dei lavoratori; si otterrebbe un meccanismo di assunzioni basato su criteri oggettivi e trasparenti, capace di sollevare le famiglie dei lavoratori interessati dalla continua incertezza lavorativa che caratterizza la loro esperienza in Arif.

«Questi lavoratori sono tenuti appesi ad un filo della speranza che si fa ogni anno più sottile. È arrivato il momento di dire basta a questa condizione di incertezza. Abbiamo apprezzato l’impegno del direttore Domenico Ragno, che in un incontro tenuto a Bari nei giorni scorsi si è impegnato ad assumere questi lavoratori a partire dal 15 giugno», dicono la segretaria generale della Cgil Lecce, Valentina Fragassi, e il segretario generale del Nidil Cgil Lecce, Alessio Colella. «Pretendiamo però garanzie da parte della Regione, affinché siano stanziate risorse adeguate all’assunzione dei lavoratori necessari ad assicurare la tutela ambientale durante la lunga stagione estiva. Non è tollerabile su un tema così importante ridursi ogni anno all’ultimo momento per impostare un adeguato piano assunzionale. Un forte investimento in prevenzione, tra l’altro, consentirebbe di limitare il ricorso ai costosissimi canadair. Per questo sollecitiamo il prefetto di Lecce a convocare un tavolo su questa annosa questione». 

Valentina Fragassi, segretaria generale Cgil Lecce

Alessio Colella, segretario generale Nidil Cgil Lecce

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#PassainCgil contro lo sfruttamento ecco “Le politiche per i giovani in Puglia” - Domani allo Spazio Diritti In evidenza

 

Lecce, 19 dicembre 2017 - «Le politiche per i giovani in Puglia» è il titolo dell’incontro pubblico promosso da Cgil Puglia, Cgil Lecce e Dipartimento Politiche giovanili regionale della Cgil. L’appuntamento è in programma a Lecce domani, mercoledì 20 dicembre alle ore 16 nello Spazio Diritti (via delle Anime 26).

A partire dall'analisi sulla condizione lavorativa dei giovani nella nostra regione, la Cgil ha lanciato ad ottobre una campagna - #PassainCgil - che punta a organizzare e tutelare quanti vivono situazioni di disagio, sfruttamento, violazione dei diritti: ragazzi contrattualizzati e costretti a subire le norme del Jobs act o vittime di stage truffa, tirocini infiniti, impiegati con partite ive fasulle o negli studi professionali.

«In questo modo intendiamo organizzare i “non organizzati”, in modo da estendere diritti e tutele, sottrarre alla solitudine cui costringono queste storie di ingiustizia tanti giovani e lavoratori, preoccupati per la propria condizione di precarietà, occupazionale ed esistenziale. Dalla condizione di ricatto e sfruttamento si esce unendosi, rivendicando i propri diritti, con un rinnovato e forte protagonismo», spiega Valentina Fragassi, segretaria generale della Cgil Lecce. 

Nel corso della giornata saranno illustrati i dati di uno studio condotto su scala regionale, che descrivono un presente di precarietà lavorativa ed un futuro di povertà: «Disoccupazione giovanile superiore al 50 cento, a tre anni dalla laurea lavora solo il 33 per cento dei giovani, il 31 per cento di chi ha tra i 15 e 29 anni non è inserito in alcun percorso scolastico, formativo e non ha un lavoro», sottolinea Maria Giorgia Vulcano, responsabile del Dipartimento Politiche giovanili della Cgil Puglia.

La giornata sarà aperta dalla segretaria generale della Cgil Lecce, Valentina Fragassi, che introdurrà i lavori. Interverranno: l’assessora comunale alle Politiche attive del lavoro, Silvia Miglietta; il presidente di Fablab, Cristiano Maci; il vicesindaco di Castrignano de’ Greci, Paolo Paticchio; la responsabile del Dipartimento Politiche giovanili della Cgil Puglia, Maria Giorgia Vulcano. Le conclusioni saranno affidate a Sabina Tondo, responsabile Politiche giovanili della Cgil Lecce. Modera la giornalista di Lecceprima.it, Marina Schirinzi.

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