Lecce, 20 maggio 2026 – Da ormai molto tempo raggiungere i reparti del Vito Fazzi o anche solo accedere in ospedale, specie per le persone disabili, è sempre complicato. Alle condizioni quanto meno precarie degli ascensori, da otto mesi si è aggiunta la chiusura ai veicoli del sottopassaggio, ossia della via di accesso e di uscita riservata ai disabili. Nessun lavoro in corso: è tutto bloccato negli uffici. Con buona pace di pazienti, visitatori e lavoratori. Il segretario generale della Fp Cgil Lecce, Floriano Polimeno, ha scritto al Commissario Straordinario della Asl di Lecce, Stefano Rossi, sollecitando un urgente intervento per ristabilire il corretto funzionamento degli elevatori e la riapertura alle auto dell’accesso al piano terra.

Viabilità e disabili. Da circa otto mesi il sottopassaggio al piano terra è chiuso. Ciò crea disagi particolarmente avvertiti da pazienti disabili, anziani e persone con ridotta capacità motoria: un tempo, le autovetture che li trasportavano in ospedale sostavano temporaneamente per consentire la discesa in sicurezza. Anche il parcheggio del Dea presenta infiltrazioni d’acqua dal soffitto. Eppure dallo scorso ottobre l’unico intervento registrato è il posizionamento di griglie e transenne per impedire il transito. Mai avviati i lavori di ripristino, mai avvistati tecnici sul posto, nessuna tempistica ufficiale sulla risoluzione del problema. Nel frattempo i pazienti disabili ed i cittadini in condizione di fragilità non dispongono più di un’area sicura e funzionale per la discesa davanti all’ingresso dell’ospedale. “Le autovetture sono costrette a fermarsi in maniera improvvisata o a parcheggiare dove possibile, con inevitabili problemi di traffico, rallentamenti, difficoltà nelle manovre e disagi per accompagnatori e personale sanitario”, spiega Polimeno. “Una situazione non più tollerabile”. Il sindacato sollecita la Asl di Lecce ad individuare immediatamente un’area alternativa dedicata alle persone fragili, ad avviare i lavori con un sopralluogo urgente.
Ascensori. È grave anche il disagio causato dagli ascensori rotti: almeno 12 (di cui 4 all’Oncologico). Una situazione lamentata da oltre un anno da visitatori e operatori. Le ripercussioni sono gravi, non solo sui visitatori, spesso costretti a lunghe code o ad utilizzare le scale, ma sull’attività ospedaliera quotidiana. Le maggiori criticità si registrano nel trasporto dei pazienti in barella, nella movimentazione di pazienti fragili o non autosufficienti, nell’accesso dei pazienti in carrozzina, nella gestione delle emergenze e dei trasferimenti interni, negli spostamenti quotidiani del personale sanitario e tecnico. “Pare che sia tutto fermo negli uffici competenti per questioni legate alla gara d’appalto e ai costi degli interventi, oltre che alla necessità di sostituire integralmente alcuni impianti. Di certo è una condizione inconcepibile, che grava sugli operatori, sui visitatori e più in generale sull’immagine dell’ospedale più importante del territorio”, spiega il sindacalista. Che sollecita misure straordinarie per limitare i disagi a pazienti e operatori e chiede alla Asl un intervento risolutivo per ripristinare gli ascensori fuori servizio.
LA REPLICA DELLA ASL
In merito alle osservazioni formulate dalla CGIL FP Lecce circa i disagi arrecati a pazienti e operatori presso il Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce, si precisa quanto segue:
“La temporanea chiusura – a partire da dicembre 2025 – dell’accesso veicolare al sottopassaggio situato al piano terra del Blocco centrale si è resa necessaria per ragioni di sicurezza. In particolare, è stato interdetto, mediante transennamento e in via cautelativa, il tratto di piazzale sottostante l’insegna “H” collocata sul tetto dell’edificio, la cui rimozione si rende necessaria in quanto ormai obsoleta.
Le operazioni di smontaggio dell’insegna e della relativa struttura portante, particolarmente complesse, sono state rinviate a causa delle note avverse condizioni meteorologiche; si è pertanto in attesa della data di avvio dell’intervento con la ditta già individuata.
Nel frattempo, è stato predisposto un percorso alternativo dedicato alle persone con disabilità, tale da garantire l’accesso senza arrecare disagi all’utenza.
Per quanto concerne gli ascensori, si precisa che presso l’Oncologico del “Vito Fazzi”, risulta attualmente fuori servizio un solo ascensore, per il quale sono già state avviate le necessarie procedure di riparazione.
Nel Blocco centrale del Presidio Ospedaliero, invece, risultano temporaneamente guasti due dei dieci ascensori destinati al pubblico; anche in questo caso sono in corso gli interventi finalizzati al ripristino della piena funzionalità. Si evidenzia, inoltre, che accanto a ciascuno degli ascensori non funzionanti è presente un impianto omologo regolarmente operativo.
Per gli altri ascensori, considerati gli elevati costi di riparazione, è prevista la sostituzione di tutti gli impianti in base all’obsolescenza, nell’ambito del finanziamento FSC 2021-2027 “Adeguamento antincendio PO Fazzi”.
Nell’ottica di una collaborazione proficua e costruttiva, sarebbe auspicabile che le organizzazioni sindacali, prima di inviare comunicati agli organi di informazione, si confrontassero preventivamente con l’Azienda Sanitaria, per non creare allarmismo e acquisire così informazioni complete, dettagliate e rispondenti al vero”.
LA CONTROREPLICA DELLA FP CGIL
Lecce, 22 maggio 2026 – “A creare allarme, non a fare allarmismo, è la Asl di Lecce. Gravissima la situazione che riguarda la rimozione dell’insegna luminosa H. Mentre al Vito Fazzi gli ascensori rotti sono 11, più altri quattro nelle altre palazzine, quindi 15 non 12 come erroneamente scritto nella nostra nota”. Floriano Polimeno, segretario generale della Fp Cgil Lecce, controreplica alla Asl, che aveva bollato il comunicato stampa diffuso il 20 maggio scorso, sui disagi per l’accesso disabili al piano terra e la condizione generale degli ascensori, come allarmistico e contenente informazioni “non corrispondenti al vero”. “Rispediamo al mittente le accuse”, dice il sindacalista. “Piuttosto da servizi di stampa successivi alla replica della Asl emergono informazioni preoccupanti sulla sicurezza di pazienti, visitatori e lavoratori del Fazzi”.
H pericolante. Alle rimostranze espresse dalla Fp Cgil sui disagi causati dal transennamento dell’accesso ai disabili, costretti a scendere decine di metri lontano dall’ingresso loro dedicato, la Asl ha risposto che la situazione è dovuta alle “operazioni di smontaggio dell’insegna e della relativa struttura portante, particolarmente complesse, sono state rinviate a causa delle note avverse condizioni meteorologiche”. Come emerge dai servizi di stampa esistono solleciti sempre più ravvicinati da parte del direttore amministrativo del Fazzi Cosimo Dimastrogiovanni, che richiede alla Asl un urgente e immediato intervento per disinstallare e smaltire la segnaletica luminosa H. Esistono preventivi per quell’intervento datati novembre 2023, quindi la situazione di pericolo è nota quanto meno da quella data. E di certo non rassicura la messa in sicurezza dell’area, visto che il protrarsi del mancato intervento, come scrive Dimastrogiovanni, configura un grave, serio e concreto rischio per l’incolumità pubblica oltre a generare notevoli disagi per la circolazione veicolare interna per il transennamento dell’area sottostante. Proprio il transennamento è, secondo il direttore amministrativo del Fazzi, “misura inidonea a scongiurare qualsivoglia conseguenza dannosa in caso di un eventuale crollo della struttura”. Di fronte a tale situazione non ci resta che segnalare la situazione al presidente della Regione Puglia, Antonio De Caro (che è anche commissario ad acta per la gestione del disavanzo e il piano di rientro della sanità pugliese”, e all’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, oltre che a Spesal e Prefettura per le ragioni di sicurezza. “Fortunatamente in questi anni non è successo nulla di grave, ma non riusciamo a comprendere come sia possibile non essere intervenuti in tutto questo tempo”, dichiara Polimeno.
Ascensori. Quanto alla situazione degli ascensori, la Fp Cgil è assai diretta: “Altro che informazioni non corrispondenti al vero. Al Fazzi, tra i vari plessi (Dea compreso) ci sono ben 15 ascensori fermi. Per alcuni di essi ci sono preventivi datati addirittura dicembre 2022. “La situazione di disagio è conclamata. Non solo per i visitatori, ma soprattutto per gli operatori, come avevamo già evidenziato nel precedente comunicato”, spiega Polimeno. “Se lo sguardo si allarga all’intero territorio della Asl, gli ascensori fermi o dismessi sono addirittura 48, alcuni ormai da 3 anni”. Di seguito un elenco degli ascensori non funzionanti del Fazzi (tra parentesi il problema e la data del preventivo, quando predisposto, per avere un’idea di quanto tempo si attende per la sistemazione degli elevatori): ascensore n. 9 (fermo per ammodernamento, preventivo agosto ’23), 10 (da ammodernare, agosto ’23), 5 (nuovo ma non ancora messo in funzione), 12 (da ammodernare, maggio ’24), 14 e 15 (fermi per incendio vano macchina, febbraio ’24), 17 (montacarichi fermo da decenni), 19 (da ammodernare, dicembre ’22), 24 (da ammodernare, marzo ’23), 25 (nuovo da mettere in funzione), 30 (cambio quadro, ottobre 24); palazzina Uffici ascensore A (scheda operatore guasta), Polo Oncologico ascensore 5 (da ammodernare, febbraio ’26), Malattie infettive ascensore 4 (cambio quadro, settembre ’24), Dea ascensore 9 (in attesa di programmare il pesacarico). Nel resto della Asl disagi anche a: Campi Salentina (2 ascensori), Nel Distretto di Lecce (1), San Cesario (2), ospedale di Galatina (2), Distretto di Galatina (1), Copertino (4), Nardò (1), Maglie (2), Scorrano (5), Sannicola (1), Zollino (1), Racale (1), Casarano (3), Gallipoli (4), Gagliano (2). Tra le cause, oltre all’ammodernamento e all’obsolescenza, anche la difficoltà nel reperire ricambi, la presenza di acqua in fossa, il cedimento degli ancoraggi, la caduta di calcinacci nel vano macchina.
Fast track per Ostetricia. Resta poi un problema serio il fast track per le pazienti di Ostetricia. Le donne in gravidanza che hanno bisogno del pronto soccorso ostetrico (secondo piano del “Fazzi”) e giungono in Pronto Soccorso (quindi al Dea) sono costrette a percorrere (a piedi o su una carrozzina o una lettiga) un lungo corridoio che conduce dal Dea al Fazzi. Dove poi devono sperare di trovare gli ascensori funzionanti, per non perdere tempo prezioso. “La Asl di Lecce, piuttosto che tentare di dettare la linea alla Fp Cgil suggerendo come e quando denunciare disagi per il personale, visitatori e pazienti”, sostiene Polimeno, “farebbe meglio a pensare di risolvere nel più breve tempo possibile i problemi reali che vengono denunciati. Non è pensabile attendere oltre 40 mesi per ammodernare un ascensore, oltre due anni e mezzo per intervenire per scongiurare un rischio grave, serio e concreto come la rimozione della segnaletica luminosa ‘H’.
La gallery








