Lecce, 28 giugno 2025 – Esattamente un anno dopo la scadenza dei contratti dei precari della giustizia, parte con un’assemblea e un sit-in di protesta la mobilitazione di tutto il personale del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria. Appuntamento lunedì 30 giugno a Lecce e in contemporanea in altre 12 città italiane (tra le quali Bari, Brindisi, Foggia e Taranto). Alle 9 l’assemblea prenderà il via nell’aula d’udienza al terzo piano, mentre il sit-in si svolgerà sul marciapiede di viale De Pietro a partire dalle 9.30. La lotta proseguirà poi martedì 1° luglio in 9 città diverse.
Lavoro e giustizia sono due diritti fondamentali che si legano uno all’altro. Affinché la giustizia esista davvero, servono persone, competenze, diritti. Servono lavoratrici e lavoratori stabilizzati, valorizzati, rispettati. Oggi però, nel mondo della Giustizia italiana mancano gli organici, si ritardano i fondi, si eludono gli impegni. “Durante l’assemblea di lunedì parleremo di contratto integrativo, ormai fermo al 2010, di mancato accordo sulle famiglie professionali, di mancanza di fondi per le posizioni organizzative e di responsabilità che il Ministero non ha mai applicato. Discuteremo di riqualificazione, con passaggio da assistenti a funzionari, per contabili, informatici, linguistici e bibliotecari ossia il passaggio per questi profili dall’area assistenti all’area funzionari. E parleremo di stabilizzazione del personale precario, assunto coi fondi del PNRR: lavoratori che hanno contribuito ad accorciare tempi della Giustizia, partecipando fattivamente all’attività di cancelleria sopperendo alla cronica mancanza di personale”, spiega Cosimo Rizzo, segretario generale della Uilpa Lecce.
Per comprendere la situazione di forte crisi avvertita nel comparto, basti pensare che la scopertura media di personale in Italia oscilla tra il 35 ed il 38% (con punte che superano il 50% in alcune regioni del Nord). Drammatica la situazione di tutti gli uffici requirenti, dei Tribunali per i minorenni e di sorveglianza, degli Uffici notificazioni, esecuzioni e protesti (Unep), dove il personale è ridotto al lumicino per pensionamenti e dimissioni. “Lavoratrici e lavoratori abbandonano il Ministero di Giustizia, transitando verso altri enti o amministrazioni, dove le condizioni di lavoro ed economiche sono migliori”, spiega il segretario generale della Fp Cgil Lecce, Floriano Polimeno. “Invece di investire maggiori risorse per la stabilizzazione di tutto il personale precario presente negli uffici, il Ministero si limita a dire che, al momento, le risorse disponibili garantiscono la stabilizzazione di 6.000 unità su 12.000”.
In questo scenario Tribunale e Corte d’Appello di Lecce non fanno eccezione. Al 31 dicembre scorso, 314 persone con contratto a tempo indeterminato lavoravano fianco a fianco con 211 precari del PNRR, alcuni dei quali in forza da oltre 4 anni, in barba a tutte le leggi sulla stabilizzazione dei lavoratori. Lo dicono i numeri e lo conferma la platea di cittadine e cittadini che accedono tutti i giorni ai Palazzi di Giustizia italiani: le lavoratrici e i lavoratori precari, unitamente al personale storico, hanno migliorato e continuano a migliorare la Giustizia nel nostro Paese. Stabilizzarli, anche con fondi che gli stessi precari permettono di risparmiare sul Bilancio dello Stato, è una questione sociale per il Paese intero.
Sarebbe un grave errore per la Pubblica Amministrazione decidere di disperdere le competenze trasmesse e messe a disposizione da migliaia di lavoratrici e lavoratori: “Non siamo fantasmi – dichiarano alcuni di loro – siamo lavoratori reali che ogni giorno svolgono funzioni vitali per il sistema giudiziario, ma veniamo trattati come figure marginali, senza diritti né prospettive”. La stabilizzazione di solo metà del personale attualmente in servizio, come nelle intenzioni del Governo scritte nel Piano strutturale di Bilancio, penalizzerà anche il personale in servizio a tempo indeterminato, già segnato da trent’anni di mancati investimenti che hanno comportato un innalzamento dei carichi di lavoro a causa delle gravi carenze di organico, e un deterioramento del sistema Giustizia nel suo insieme.
Fp Cgil Lecce, il segretario generale Floriano Polimeno
Uilpa Uil Lecce, il segretario generale Cosimo Rizzo










