Sciopero in Sgm, domani lavoratori in sit-in a Palazzo Carafa

COMUNICATO STAMPA Filt-Cgil, Uiltrasporti e Ugl-Autoferro confermano la protesta: tra le 10 e le 12 davanti al Comune. Contrattazione aziendale e definizione del premio di risultato i temi alla base dello scontro. L’azienda intanto firma un accordo discriminatorio con due sigle che rappresentano insieme il 10% dei lavoratori

Lecce, 16 giugno 2022 – Domani, venerdì 17 giugno, i lavoratori di Sgm incroceranno le braccia. Filt-Cgil, Uiltrasporti e Ugl-Autoferro hanno confermato lo sciopero, già proclamato il 6 giugno scorso al culmine di un lungo braccio di ferro sulla contrattazione aziendale e la definizione del premio di risultato. Clima teso, dunque, quello che si vive all’interno della società mista del Comune di Lecce che gestisce il servizio di trasporto pubblico urbano. Il sit-in è in programma tra le ore 10 e le 12 davanti alla sede del Comune di Lecce.

“Aperture”. Nei mesi scorsi, ai tavoli aziendali e poi in sede prefettizia, le tre sigle sindacali avevano sollevato le questioni dell’avvio della contrattazione collettiva di livello aziendale e del rinnovo dell’accordo sul premio di risultato. In particolare sui criteri per la definizione del premio di risultato era stato chiesto di migliorare l’accordo del 2017, evitando di conteggiare come assenze i giorni ex legge 104 o di congedo parentale (per maternità o assistenza ai parenti), di malattia-Covid19 o ancora di infortunio, in modo da allargare la platea degli aventi diritto al premio (il cui criterio fondamentale resta il raggiungimento di un minimo annuale di presenze). “Parliamo di istituti contrattuali che tutelano le lavoratrici e i lavoratori, permettendo loro anche di assistere i familiari. Erano richieste di buon senso, che contemperavano diritti individuali, previsioni di legge, interesse economico e questione di civiltà. In un primo momento i dirigenti avevano anche manifestato segnali di apertura”, dicono i segretari provinciali Fabrizio Giordano (Filt-Cgil), Francesco Demarindis (Uiltrasporti) e Dario Loporchio (Ugl-Autoferro). “Come pure c’erano aperture sulla rideterminazione della franchigia di 2.500 euro sui danni causati ai mezzi in caso di incidente: oltre quella soglia gli autisti non avrebbero potuto godere del premio. Troppo poco, considerando che nessun lavoratore lavora per causare incidenti e che oggi i prezzi dei pezzi di ricambio sono sensibilmente più alti. Tutte questioni su cui l’apertura dell’azienda era stata cristallizzata sui verbali prefettizi”.

Chiusura. Le aperture iniziali, dopo la proclamazione dello sciopero, si sono repentinamente azzerate. Intanto, con il nuovo piano di mobilità urbana, l’azienda ha scelto di riorganizzare i turni senza che vi sia stato un reale esame congiunto con le Rappresentanze sindacali aziendali (come previsto dal Contratto nazionale). Il 13 giugno durante la Commissione Controllo il direttore di esercizio, Ugo Guacci, ha temerariamente lanciato un’invettiva contro i sindacati, rei forse di aver esercitato il diritto di sciopero e bollati come “non all’altezza del momento” o accusati di fare “terrorismo psicologico” e di diffondere “notizie false e tendenziose”. Infine il 15 giugno Sgm ha sottoscritto con Fit-Cisl e Faisa-Cisal (che insieme rappresentano il 10% dei lavoratori) un accordo sul premio di risultato che ricalca quello del 2017 e che non si applica ai lavoratori iscritti ad altre sigle, tra l’altro le più rappresentative in azienda: di fatto è un invito quanto meno a disdire la delega sindacale.

Sciopero. “L’escalation nella tensione delle relazioni sindacali in Sgm non è imputabile a queste organizzazioni sindacali”, ribadiscono i sindacalisti. “Lo sciopero è slegato al piano di mobilità, come abbiamo sempre detto: i reali motivi della protesta sono noti da tempo al management di Sgm. Che ha deciso di cavalcare la spaccatura tra le organizzazioni, bypassando gli accordi firmati davanti al prefetto, sottoscrivendo un contratto discriminatorio che non migliora nulla rispetto al 2017 e che non si applica erga omnes, segnando così un pericoloso precedente nelle relazioni sindacali e facendo, stavolta sì, vero terrorismo psicologico nei confronti degli iscritti a queste organizzazioni sindacali. Per tutte queste ragioni domani sciopereremo davanti alla sede del Comune”.

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